TEXTOS Y
ENSAYOS

Todo lo que está a mi lado

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por Arnaldo Casali


Sono andato a letto con una sconosciuta. E’ successo a Carsulae, tra le rovine romane.

Eravamo nel mezzo di un grande prato. C’era un bel sole che splendeva ancora all’orizzonte, anche se il vento di un autunno giovane ma agguerrito faceva venire i brividi.

Ci siamo rifugiati sotto le coperte. Lei mi ha guardato intensamente, con infinita dolcezza, in silenzio.

Poi mi ha parlato. Mi ha raccontato una storia, di quando ero bambino.

Io ascoltavo, con lo sguardo perso dietro la scia di un aereo e le ciglia appena aggrottate. Finalmente mi sono voltato verso di lei.

I suoi occhi neri erano belli come il cielo azzurro, come le nuvole bianche, come il prato verde in cui eravamo immersi. Mi ha preso la mano, poi mi ha accarezzato il volto sorridendo.

La sua voce era calda come un abbraccio.

“A presto” mi ha detto. E io ho capito che era tempo di andare via.

Breve ma intenso, Todo lo que está a mi lado dell’argentino Fernando Rubio.

Così breve che finisce quando tu pensi che stia per cominciare, così intenso da valere da solo tutta l’undicesima edizione del Festival della Creazione Contemporanea di Terni, dove si può vedere – anzi, vivere – ancora fino a domenica 25 settembre; prima che riparta – letti, coperte e cuscini – verso un altro luogo del mondo in cui impiantare una performance capace di ricreare le stesse suggestioni di un sogno. Uno di quei sogni che non fai nemmeno in tempo a capire di che parlano, ma che ti lasciano addosso un’emozione che ricorderai per tutta la vita.